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Concluso il vertice tra il ministro Amato, giudici e forze dell’ordine

| 22 août 2006 |

Nuovi sbarchi di clandestini in Sicilia. Sospese le ricerche dei naufraghi Immigrati clandestini salvati da una motovedetta della Guardia Costiera

Due pool investigativi specializzati nel contrasto della lotta all’immigrazione clandestina con caratteristiche simili a quelli impegnati sul versante antimafia e antiterrorismo. E’ la decisione emersa al termine del vertice svoltosi oggi al Viminale su iniziativa del ministro degli Interni Giuliano Amato per fronteggiare l’emergenza clandestini.

Palermo e Agrigento le sedi dei pool.

Alla riunione decisa dopo gli ultimi tragici sbarchi a Lampedusa, per fare il punto sulla situazione al fine di pianificare una migliore strategia di contrasto alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico degli esseri umani, hanno partecipato il vicecapo vicario della Polizia prefetto Antonio Manganelli, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, direttore centrale dell’immigrazione Alessandro Pansa e i vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza. I due pool saranno composti uno da magistrati (opererà a Palermo e Agrigento) e uno da investigatori e sarà inserito all’interno della criminalpol.

"Andare oltre i singoli scafisti".

Bisogna agire "come per l’antiterrorismo e l’antimafia, perché quello dell’immigrazione clandestina è un fenomeno che ha la stessa rilevanza criminale e l’identica intensità di inciviltà", ha osservato Amato. "Occorre individuare - ha aggiunto - le lacune da colmare, per poter arrivare al di là del singolo scafista, per colpire l’organizzazione criminale per la quale lavora e alla tratta di esseri umani che molte volte è all’origine della stessa immigrazione clandestina".

Quadro normativo da cambiare.

A sostenere il lavoro investigativo, ha promesso il ministro, saranno poi delle modifiche normative in grado di "creare una chiara connessione legislativa fra il reato di immigrazione clandestina e il reato della tratta di esseri umani". "Oggi, ad esempio - ha citato Amato - il procuratore nazionale antimafia è competente soltanto sul secondo ma non sul primo. Poi serve collaborazione giudiziaria con i Paesi dove si origina il reato. Oggi, se questa collaborazione è possibile con l’Egitto è certamente a dir poco difficile con la Libia".

I rapporti con la Libia.

Il problema dei rapporti con il regime di Gheddafi è stato infatti un altro tema affrontato dal vertice al Viminale. "Con la Libia - ha chiarito Amato - stiamo lavorando bene insieme ma bisogna allargare i temi di collaborazione", estendendoli dal versante investigativo a quello giudiziario. "Su questo campo - ha ammesso il ministro - la collaborazione è prossima allo zero".

Nuovo salvataggio.

Continua intanto l’ondata di sbarchi di immigrati clandestini. Dopo lo sbarco, ieri, di 194 persone nonostante il mare mosso, stamane una trentina di immigrati clandestini sono stati salvati mentre si trovavano su una barca di circa sei metri a nove miglia da Pozzallo, in provincia di Ragusa.

Sospese le ricerche dei naufraghi.

In emergenza il centro di permanenza temporanea di Lampedusa che ospita al momento poco meno di 500 immigrati in una struttura idonea all’accoglienza di 190 persone. Sospese per le cattive condizioni meteorologiche, mare forza 5, le ricerche dei clandestini dispersi nei due naufragi dei giorni scorsi. La Guardia costiera sta però continuando la normale attività di pattugliamento delle coste. Dei 69 immigrati dispersi nei giorni scorsi è stato recuperato soltanto un cadavere di una giovane donna.

Source : Il Manifesto

 

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