« Dieci milioni di euro per l’emergenza immigrazione »

« Dieci milioni di euro per l’emergenza immigrazione »

Aiuti economici per fronteggiare l’emergenza sbarchi, conferma della politica di cooperazione con la Libia e revisione, al più tardi in autunno, della legge Bossi-Fini .

Il susseguirsi di sbarchi a Lampedusa e le tragedie degli ultimi tre giorni hanno riacceso la polemiche sulla necesità di rivedere l’attuale normativa sull’immigrazione e sul ruolo che l’Unione europea deve avere nel fronteggiare il fenomeno. Il tutto mentre la Casa della libertà si divide sul futuro della Bossi-Fini, con la Lega che, attraverso il solito Roberto Calderoli, torna a chiedere di sparare alle carrette con a bordo gli immigrati e Forza Italia e Democrazia cristiana che, pur senza lesinare critiche al governo, non escludono a priori la possibilità di rivedere la legge.

Nuovi finanziamenti.

Ieri a Lampedusa è arrivato il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, un viaggi voluto d’accordo con il Viminale e con lo stesso presidente del consiglio Romano Prodi per avere un quadro della situazione dopo gli ultimi sbarchi. La visita è servita al ministro per rendersi conto della necesità di destinare all’emergenza ulteriori risorse, tanto da annunciare un « intervento immediato e straordinario » di 10 milioni di euro. I soldi, ha spiegato Bianchi, serviranno per potenziare i mezzi della Guardia costiera impegnata nel prestare soccorso alle barche di immigrati, ma anche per dotare l’isola siciliana di ulteriore mezzi per far fronte all’emergenza. « Siamo di fronte a un esodo biblico, questo è un fenomeno che sta assumendo proporzioni epocali e non è certo pensabile di arrestarlo », ha commentato il ministro.

La Libia.

Il problema, come il governo sa bene, è che un fenoimeno più volte definito « epocale » dal Viminale non si ferma con i pattugliamenti in mare. Per questo è necesario mantenere aperte le trattative con i pasi africani dai quali provengonogli immigrati, a partire ovviamente dalla Libia. Il Viminale ieri ha reagito con irritazione ad alcune indiscrezioni giornalistiche secondo le quali da parte del governo ci sarebbe stata l’intenzione di chiudere ogni collegamento con Tripoli. « La strategia di questa amministrazione è di rafforzare e non di interrompere il dialogo con la Libia sulla gestione dei flussi migratori », ha sottolineato una nota degli Interni ricordando l’imminente incontro previsto a la Valletta tra Italia, Malta e Libia proprio sulla possibilità di organizzare pattugliamenti comuni. « Con Gheddafi - spiega un funzionario - il dialogo prosegue a più livelli. Uno diretto portato avanti dal governo e un altro di più ampio respiro con l’Unione europea. Non possiamo affrontare un problema come questo senza mettere in conto una trattativa bilaterale con la Libia ».

La Bossi-Fini.

Sul fronte poltico gli utlimi naufragi sono stati l’occasione per Lega e An per tornare ad attaccare il governo e per difendere una delle leggi simbolo del passato governo. « Con una salva di dietro e una davanti, le navi dei clandestini non partirebbero più », ha detto il leghista Calderoli, mentre Roberto maroni ha ricordato come anche il leader spagnolo Zapatero abbia inviato navi militari per fermare gli immigrati. Polemiche che non fermano il governo, intenzionato a rimettere mano all’attuale normativa sull’immigrazione. « Stiamo lavorando per arrivare a settembre, massimo in autunno a una revisione della Bossi-Fini, una legge in apparenza incisiva ma in realtà piena di tremila incongruenze » spiegano al Viminale. L’idea è di intervenire sul punto che riguarda il contratto di soggiorno per gli stranieri, pur lasciando la possibilità di ingresso nel nostro paese legata alla necessità di avere un lavoro. « Un modello possibile - spiegano al ministero - potrebbe essere quello dello sposor, come avviene in Gran Bretagna, ma stiamo studiando anche altre formule ». Un’ipotesi che ieri non è stata esclusa dall’ex ministro degli Interni Giuseppe Pisanu e dal coordinatore di Fi Sandro Bondi

Source : Repubblica