Detenzione degli stranieri : i primi effetti della direttiva Rimpatri

Comunicato stampa

par réseau migreurop | 14 octobre 2008 |
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“A meno di tre mesi dall’adozione da parte del Parlamento europeo della direttiva rimpatri, che sistematizza la detenzione dei migranti, le misure adottate dagli Stati membri dell’UE rispecchiano la stessa logica di criminalizzazione dei migranti.”

In Italia, dove da anni si decreta ad ogni occasione lo “stato di emergenza” con il pretesto di presunte minacce d’invasione, il Ministero dell’Interno ha da poco deciso di raddoppiare il numero di centri di detenzione per stranieri in attesa di espulsione. Da luglio l’esercito si è aggiunto a polizia e carabinieri all’interno dei CIE (centri di detenzione ed espulsione - ex CPT centri di permanenza temporanea), in cui il diritto di accesso delle associazioni è molto limitato. Il Ministro dell’Interno Maroni ha anche annunciato l’intenzione di creare centri chiusi in cui incarcerare i richiedenti asilo e di estendere la durata massima della detenzione dagli attuali 60 giorni a 18 mesi.

L’aumento della durata massima della detenzione è in agenda anche in Spagna, dove sono ricorrenti testimonianze sulla brutalità della polizia, mentre alle associazioni è stato negato il diritto d’accesso ai centri di detenzione che da tempo rivendicano.

In Francia le associazioni sottolineano i dati circa le conseguenze della politica promossa dal governo francese in tema di espulsioni. Il governo vuole porre termine alla missione di tutela e monitoraggio fino ad oggi portata avanti all’interno dei centri di detenzione dalla Cimade. Limitando questa missione a un ruolo di informazione e gestendo l’affidamento di questo incarico come un mercato competitivo aperto a fornitori di servizi che devono garantire neutralità e riservatezza, il governo francese annulla, de facto, la possibilità di un diritto di accesso della società civile in questi centri chiusi.

Le preoccupazioni, espresse da tante voci che hanno protestato a gran voce contro la direttiva rimpatri, erano fondate. In nome della lotta contro l’immigrazione clandestine e con il pretesto di dare risposte all’opinione pubblica, la detenzione si sta configurando come un sistema, in linea con la formidabile armonizzazione della marginalizzazione dei migranti. Se non agiamo l’estensione della durata della detenzione, la disumanizzazione e la mancanza di trasparenza diventeranno la norma in tutti i luoghi di detenzione per stranieri.

I campi per migranti sono l’epicentro di violazioni multiple dei diritti fondamentali. Non possiamo permettergli di nasconderlo dietro un muro di silenzio. Le associazioni e la società civile hanno il diritto di sapere cosa succede lì dentro.

Mentre l’Europa rafforza le misure di controllo e detenzione, le associazioni membri della rete Migreurop lanciano una campagna per un diritto d’accesso ai luoghi di detenzione al fine di :
  fornire informazioni sulle condizioni di detenzione nei centri chiusi
  agire legalmente per denunciare, ma anche a difesa dei migranti detenuti
  testimoniare sulle conseguenze della detenzione e sulle situazioni di violazione dei diritti dei migranti.

14 ottobre 2008


Potete consultare e firmare l’Appello “Per un diritto d’accesso nei luoghi di detenzione”

Per ulteriori informazioni : contact@migreurop.org ou +33153278781

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