BOATS 4 PEOPLE

La prima azione in mare di Boats4People è stata un successo, le frontiere marittime dell’UE restano mortali

Comunicato stampa n°10.

Si sono svolti ieri, 19 luglio, a Lampedusa gli ultimi eventi dell’azione in mare di Boats4People. Le prossime settimane vedranno impegnati i promotori e gli attivisti in una valutazione dell’azione e in una riflessione sul futuro del progetto. La traversata di Boats4People è stata un successo. Tuttavia queste ultime settimane sono state marcate da numerosi tragici incidenti. Si tratta di altrettante prove delle conseguenze mortali della chiusura delle frontiere dell’UE.

Un anno fa, di fronte all’aumento delle morti in mare nonostante i dispositivi straordinari di sorveglianza dispiegati nell’ambito dell’intervento militare in Libia, nasceva l’idea di una barca della solidarietà. A raccogliere la sfida, le organizzazioni che formano oggi la coalizione Boats4People, grazie alle quali quell’idea è diventata realtà.

Boats4People ha viaggiato, a bordo della goletta Oloferne, da Rosignano a Palermo, raggiungendo Pantelleria, Monastir, Ksibet el Mediouni per poi concludere il suo viaggio a Lampedusa : un movimento di solidarietà che ha tessuto legami tra le due rive del Mediterraneo. Ad ogni tappa, incontri con migranti, attivisti, giornalisti e con le autorità. Boats4People ha intrecciato la sua lotta con quella delle famiglie tunisine di migranti morti o dispersi in mare, che chiedono risposte alle loro domande e soprattutto giustizia, e con quella dei richiedenti asilo, i rifugiati ed i “diniegati” del campo di Choucha in Tunisia che hanno bisogno di protezione, accesso alla re-installazione e migliori condizioni di vita. In occasione di ciascuno di questi incontri, gli attivisti di Boats4People hanno ribadito l’urgenza di consentire la libertà di circolazione, promuovendo uno spirito di solidarietà nel Mediterraneo. Una battaglia che si è diffusa in tutta Europa, concretizzandosi in iniziative di supporto a Calais, Strasburgo, Francoforte, Amburgo, Parigi, Amsterdam, Tilburg e in molte altre città.

Un’esperienza collettiva che ha rafforzato il progetto, dando nuova linfa alla battaglia per i diritti dei migranti. Non vanno, però, dimenticati i tragici incidenti avvenuti nel corso di queste settimane, su cui le delegazioni di Boats4People presenti nel Mediterraneo hanno raccolto informazioni e testimonianze, pubblicate sulla piattaforma WatchTheMed.

94 migranti arrivati a Malta e 314 in Italia (60 a Lampedusa, 62 a Portopalo, 40 a Pozzallo, 25 in Calabria e 127 a Bari), ma anche 3 migranti morti annegati a Monastir, a causa del rovesciamento dell’imbarcazione su cui viaggiavano in 22, il 3 luglio, a solo un giorno dall’avvio della traversata di Boats4People. Nei giorni seguenti è stato riferito agli attivisti del progetto che una barca con a bordo 89 migranti sarebbe naufragata poco dopo aver lasciato Tripoli, causando la morte di metà dei passeggeri. Infine, una delegazione di Boats4People ha incontrato A.S., l’unico sopravvissuto del naufragio in cui hanno perso la vita 55 migranti, partiti da Tripoli a bordo di un gommone che, dopo essersi sgonfiato, si è rovesciato a largo delle coste libiche. A.S. è rimasto solo alla deriva per 14 giorni per poi essere portato in salvo nei pressi di Zarzis, in Tunisia, il 10 luglio scorso.

Queste morti in mare vanno ad aggiungersi alle 13.448 accertate tra il 1988 e il 2012. Si tratta di vittime del sistema di immigrazione europeo che ha trasformato il mare in una barriera mortale per la stragrande maggioranza dei non europei. Boats4People continuerà ad indagare su questi ed altri incidenti simili per far luce su eventuali violazioni del diritto del mare e sulle responsabilità politiche dell’UE e delle altre istituzioni internazionali e nazionali.

Durante la traversata di Boats4People la goletta Oloferne non ha incontrato nessun migrante in difficoltà, ma i membri degli equipaggi che si sono avvicendati hanno toccato con mano la portata dei mezzi dispiegati nel Mediterraneo per “mettere in sicurezza” la frontiera marittima dell’UE. Il 15 luglio la goletta Oloferne è stata sorvolata da un aereo di pattuglia di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, per poi essere fermata per un controllo dalla Guardia costiera italiana. Questo episodio sottolinea ulteriormente il senso di questa campagna e quanto sia necessario continuare il percorso avviato con la traversata che si è appena conclusa : fin quando non ci sarà trasparenza sui controlli di frontiera esercitati da Frontex e dalle autorità nazionali, essere presenti in mare sarà l’unico modo per “controllare i controllori”.

Per questo il progetto Boats4People promuoverà nuove azioni fino a quando la chiusura delle frontiere continuerà a produrre conseguenze mortali.

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